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Piano solo Intervista a Gonzalo Rubalcaba – JazzIt – Di Ivano Rossato

Di Ivano Rossato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Venezia Jazz Festival ospiterà martedì 13 novembre l’esibizione in piano solo di Gonzalo Rubalcaba, pianista, percussionista e compositore cubano che abbiamo avuto il piacere di intervistare per l’occasione.

Che repertorio suonerai in occasione dei prossimi concerti in piano solo?

Non vorrei sembrare buffo, ma a dire il vero non lo so! E la ragione è semplice. Quello che mi ispira a variare i brani da un concerto all’altro è il posto stesso in cui suonerò. Tutto dipende dal  fatto di conoscere quel posto, essere lì, ascoltarmi in quel ambiente. Il 90% dei posti mi comunica uno specifico stato d’animo che mi porta a suonare una musica diversa. È qualcosa che dipende anche dallo strumento che suonerò. Ogni pianoforte, a qualsiasi livello, è diverso da un altro e si adatta al livello tecnico richiesto dalle varie composizioni.

Puoi darci qualche anticipazione del disco registrato recentemente con Ron Carter e Jack DeJohnette e che verrà pubblicato nel 2019?
Il titolo dell’album sarà Skyline, lo abbiamo registrato in ottobre ai Power Station di New York durante una session di due giorni. Sono gli studi di registrazione un tempo chiamati Avatar ricchi di ricordi per tutti noi tre. Così tante memorie comuni sono racchiuse in quel posto. Non dimenticherò mai quello che artisti come Ron Carter e Jack DeJohnette, fra molti altri, hanno fatto per me al mio arrivo negli Stati Uniti quando avevo meno di trent’anni. Mi vengono in mente, oltre a Ron e Jack, Joe Lovano, Chick Corea, Herbie Hancock, Paul Motian,… tutte persone che si sono prese cura di me, accettandomi all’interno della comunità musicale. E da loro ho cercato di imparare il più possibile. Da allora ho cercato, quasi, di pagare loro un tributo invitandoli a suonare con me 20 o 30 anni dopo. L’album sarà composto da 6 tracce originali, due firmate da ognuno di noi tre. Ho poi voluto aggiungere due brani di piano solo, il primo scritto da Jose Antonio Mendez mentre il secondo è una versione di “Lágrimas negras” reso famoso in tutto il mondo dai Buena Vista Social Club. Per finire abbiamo deciso di aggiungere un brano nato spontaneamente, quasi un blues, che è risultato grandioso.

Qual è il comune denominatore dei grandi musicisti con cui hai collaborato fino ad oggi?
Sono tante le qualità che li accomunano. Una di queste è sicuramente la sincerità nel modo in cui approcciano la musica. Quegli artisti fanno musica perché pensano che possa trasformare il Mondo e aiutare le persone a trovare un livello superiore di esistenza e di pensiero. E ho percepito in ognuno di loro l’amore incondizionato nel diventare uno stimolo, specialmente per i giovani, nel cercare la bellezza e la profondità dell’esistenza. Charlie (Haden), per esempio, parlava continuamente di questo. Un’altra caratteristica comune è quella di voler spingersi “oltre” e rischiare, che è l’unico modo per dimostrare qualcosa, per trovare se stessi. Penso sempre che è meglio poter dire “mi sbagliavo” piuttosto che “non l’ho fatto, quindi non so se mi sbagliavo o avevo ragione”.

Qual è la lezione più importante secondo te per realizzarsi?
Abbiamo tutti naturalmente bisogno di talento. Una parola che ha così tanti sinonimi con cui viene interpretata. Qualcuno lo chiama talento, altri benedizione, altri ancora dono,… La verità è che tu nasci con la capacità di fare qualcosa ma devi essere in grado di svilupparla, di educarla, di allenarla. Devi riuscire a trasformare questo dono in uno strumento per realizzare qualcosa di meraviglioso, di importante. Qualcosa che abbia uno scopo reale. La chiave è il lavoro quotidiano, senza adagiarsi sul fatto di avere un talento innato.

Qual’è ancora oggi il tuo sogno?
Sembrerà banale e strano, ma il mio desiderio è semplicemente di avere abbastanza tempo per vedere realizzato tutto ciò che desidero fare nella vita. Mi piacerebbe avere la possibilità di evitare ogni “incidente”, a qualunque livello, che potesse impedirmi di continuare l’esplorazione, la creazione e la collaborazione. Ho così tante storie ancora che vorrei creare con la mia musica. Per fare ciò hai bisogno di tempo, di qualità di vita, di disciplina e di salute fisica, mentale e spirituale.

Valdes e Rubalcaba tra virtuosismo tecnico e creatività artistica incantano lo Scolacium (VIDEO)

Umbria Jazz: si vola ai Caraibi! Il duo di star cubane incanta l’Arena … Valentina Scarponi 13 luglio 2017

Exclusive Video…

Umbria Jazz: si vola ai Caraibi! Il duo di star cubane incanta l’Arena
„E’ una danza a quattro mani quella che dà vita alla sesta serata degli appuntamenti all’Arena Santa Giuliana. Ecco i virtuosi del pianoforte Chucho Valdes e Gonzalo Rubalcaba“

 

Due pianoforti. Che vibrano, si rincorrono. Si annodano per poi sciogliersi e infine, si riprendono. E’ una danza a quattro mani quella che dà vita alla sesta serata degli appuntamenti all’Arena Santa Giuliana, il “tempio” estivo della grande rassegna jazz che anche quest’anno non manca di ospitare le stelle della musica.Potrebbe interessarti:

Spazio ancora ad un altro eccezionale duo:  Chucho Valdes e Gonzalo Rubalcaba, considerati dalla critica musicale due autentici virtuosi del pianoforte. L’uno di fronte all’altro, seduti davanti a due gran coda, danno vita a un jazz condito da rimandi latini che non tardano a coinvolgere la platea.

Basta sentire l’applauso sincero di un pubblico appassionato che conosce l’arte di queste virtuose star cubane. Basti pensare, ancora, che Valdes nella sua carriera, ha già conquistato cinque Grammy e tre Latin Grammy. Ma non è solo il plauso di tali, ambiti riconoscimenti, a rendere speciale la sua musica. Profonda e calda come l’Havana, intrisa di contraddizioni e melanconia, ecco innalzarsi al cielo una lenta e appassionata dedica alla sua terra, all’alma latina, ai Caraibi.

Dall’afro jazz alle tradizioni popolari; dal piano escono mille suoni del mondo, raccontanti secondo il suo stile unico. E’stato lui, celebre fondatore degli Irakere, a ridare forma ai tratti identitari della musica latina. Ma sul palco, insieme a lui, c’è Gonzalo Rubalcaba, nato nell’Avana post-rivoluzione e intriso di folklore caraibico e jazz americano, ma dal solido studio classico. Insieme, quasi fossero una sola anima, incantano il pubblico dell’Arena. E se pensavate che l’Avana fosse così lontana, stasera questi due virtuosi ce l’hanno portata a Perugia.

http://www.perugiatoday.it/eventi/umbria-jazz-duo-star-cubane-13-luglio-2017.html
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JM World Orchestra in un viaggio magico alla riscoperta dei tipici suoni jazz latini …con Gonzalo Rubalcaba!

UniCredit Pavilion ha il piacere di invitare i fan della Official Page di Gonzalo Rubalcaba al concerto in programma giovedì 6 luglio alle ore 21:30

Il grande pianista e percussionista cubano accompagna i giovani talenti della JM World Orchestra in un viaggio magico alla riscoperta dei tipici suoni jazz latini

+++   L’ingresso è GRATUITO fino a esaurimento posti!   +++

Gonzalo Rubalcaba Quartet “Tribute to Charlie Haden”– Piacenza Jazzfest – Giancarlo Spezia

Musica Jazz  

15 marzo 2017, Auditorium Conservatorio Nicolini, Piacenza Photos by Angelo Bardini

Rubalcaba ritorna a Piacenza dopo un fortunato ed applauditissimo concerto in solo dell’edizione 2013 del jazz festival e anche questa volta incanta il pubblico. Nel progetto interamente dedicato al suo mentore Charlie Haden, che lo volle accanto a sé sin dall’arrivo negli Stati Uniti alla metà degli anni ottanta , il pianista cubano apre il concerto in solitudine con uno struggente assolo dove il sospeso ed estatico lirismo sfocia in improvvisi sbocchi, come un fiume in piena che cerchi nuove vie al di fuori del proprio alveo, così la fitta e fine tessitura del pianoforte si arricchisce di sempre nuove sfumature dimostrando tutta la ricchezza espressiva dell’artista cubano. A questo intenso assolo si sono aggiunti uno ad uno gli altri componenti del gruppo: Will Vinson al sax alto, Matt Brewer al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria.

L’allampanato Vinson si è subito ritagliato un ampio spazio dispiegando un suono morbido e fluente dentro ad un fraseggio luminoso ed elegante, nel quale non ci sono indecisioni e che appare molto West Coast . La sua è una bella prova di lucidità e carattere e questo musicista dovrà essere ben tenuto d’occhio nel futuro. Molto convincente anche la performance del contrabbassista Brewer, messo alla prova dai complessi arrangiamenti di Rubalcaba, dai quali è comunque uscito a testa alta.

Il programma musicale è di grande coerenza stilistica e l’omaggio ad Haden s’ispira soprattutto alla poetica degli ultimi anni della carriera del grande bassista, permeandola con gli influssi ispanici che lo stesso Rubalcaba aveva portato in prima persona nei gruppi di Haden. Il pianista introduce spesso i brani con lunghi assoli densi e pregnanti, ora su atmosfere eteree ora su tempi veloci, ora erigendo veri muri di suono, ma sempre all’interno di una grande lucidità espressiva, rafforzata dall’ingresso dei partner nei brani, tutti bravissimi nel sostenerne il climax e facendoli respirare in un continuo alzare e sopire la tensione. La coesione è uno dei punti di forza di questo gruppo , anche quando si alzano i ritmi spostandosi alle soglie dell’informale. Tra i titoli in repertorio First Song, Bay City, Silence, Sandino, Passionaria.

Un discorso particolare merita il batterista Jeff Ballard, forse più libero in questa occasione rispetto alle pur straordinarie prove all’interno del trio di Brad Mehldau, ha dato un saggio notevole della sua arte basata su una propulsione cangiante ed arricchita da un caleidoscopio di timbri e colori appena sottintesi, la cui misura è talmente intelligente da arricchire l’intera tavolozza musicale senza quasi comparire direttamente, senza cercare mai la spettacolarità fine a se stessa. Tutta la sua immensa statura artistica si è totalmente esplicitata nella parte in duo del brano Silence, nel quale lungamente ha accarezzato la batteria con le spazzole avvolgendo in una costruzione spiraliforme l’estatico momento espressivo del piano di Rubalcaba, in un finale di concerto di grande emozione.

Giancarlo Spezia

Vicenza Jazz 2017, “To be or not to play”

Veneto Vox 16 marzo 2017
Ritorno all’Olimpico martedì 16, per una serata che rimarrà nella storia del jazz. Il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba si esibirà in un recital che verrà ripreso per confluire nel suo primo dvd in solo. È stato lo stesso Rubalcaba a esprimere il desiderio di realizzare questa sua produzione audiovisiva circondato dalla scenografia dell’Olimpico, dove si era già esibito in occasione dell’edizione 2010.

“TRANCE” Chucho Valdes e Gonzalo Rubalcaba

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Due gran coda, uno di fronte all’altro, ed alla tastiera due autentici virtuosi. È quanto vedranno gli spettatori dell’arena Santa Giuliana la sera del 13 luglio quando a Umbria Jazz faranno tappa le star cubane Chucho Valdes e Gonzalo Rubalcaba. Cinque Grammy e tre Latin Grammy il primo, quattro Grammy il secondo, possono essere una adeguata presentazione. In realtà i premi, anche quelli più prestigiosi, non bastano a descrivere l’arte di questi due pianisti ne’ a raccontare le loro carriere.
Chucho Valdes è semplicemente uno dei più influenti artisti cubani di sempre, nonché grande interprete della musica latina. Fondatore e leader degli storici Irakere, di cui recentemente è stato festeggiato il quarantesimo anniversario, e’ stato lui a ridefinire, non solo con Irakere ma anche con le altre band da lui formate e guidate successivamente, i tratti identitari della musica cubana degli ultimi anni introducendovi afro-jazz, rock, tradizioni popolari.
Gonzalo Rubalcaba è di una generazione più giovane (è nato nel 1963 nell’Avana del doporivoluzione) ed ha alle spalle una eccellente formazione classica (diploma di composizione all’Istituto di belle arti dell’Avana) ma nello stesso tempo ha assorbito fin da ragazzo il folclore caraibico ed il jazz americano. Da qui, una straordinaria abilità nel far coesistere ritmo e melodia che ha conquistato verso la metà degli anni 80 grandi jazzmen come Dizzy Gillespie e Charlie Haden ed il presidente di Blue Note, Bruce Lundvall. Era nata una stella.

Conservatorio “Nicolini”, concerto di Gonzalo Rubalcaba

Conservatorio “Nicolini”, concerto di Gonzalo Rubalcaba

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza, in via S. Franca, mercoledì 15 marzo alle ore 21.15 il Piacenza Jazz Fest ospiterà colui che è considerato il più grande pianista cubano vivente. La prima persona che ha varcato il confine invisibile tra la musica tradizionale cubana e il Jazz internazionale. Lui è Gonzalo Rubalcaba, il giovane musicista che ha avuto la fortuna e l’onore di muovere i primi passi con una leggenda quale il compianto Charlie Haden, suo mentore e amico, che gli ha aperto le porte delle grandi platee internazionali. L’influenza del bassista è stata un filo comune in tutta la carriera del pianista. Dopo tutti i loro anni di collaborazione, lo studente di una volta ora rende tributo al suo grande maestro con un inno a lui interamente dedicato.

L’appuntamento con questo grande della musica a livello mondiale fa parte del cartellone principale del Piacenza Jazz Fest che, per l’occasione, raddoppia la collaborazione con l’associazione Jazz Network – Crossroads (già al suo fianco per il concerto di un’altra stella di prima grandezza, Kenny Garrett).

Il Piacenza Jazz Fest è organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club, patrocinato dal MiBACT, con il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Comune di Fiorenzuola, Regione Emilia-Romagna e con il contributo di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio. I biglietti per questo concerto si possono acquistare nei pomeriggi feriali presso la sede del Piacenza Jazz Club, il sabato mattina dalle 10.30 alle 12.30 presso il negozio Alphaville di Piacenza.

Per questo concerto sarà accompagnato da alcuni tra i migliori talenti del Jazz, un gruppo di musicisti rappresentativo di quelli che sono i nuovi trend del linguaggio jazz contemporaneo: insieme a Gonzalo suoneranno Will Vinson al sax contralto, Matt Brewer al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria. Il repertorio consiste in alcuni pezzi celebri di Charlie Haden, riarrangiati e rielaborati secondo la sensibilità del quartetto, dove più che il calore dei Caraibi emerge l’emozione e il buon gusto, mentre le composizioni si reggono su virtuosismi di grande eleganza. In scaletta presenti brani come “First Song”, “Bay City”, “Silence”, “Sandino”, “Passionaria” e altri non scritti da Haden, ma che rientravano tra i suoi preferiti e che amava di più suonare, come “Blue in Green” di Bill Evans, “Hermitage” di Pat Metheny e “Transparence” dello stesso Rubalcaba.

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito www.piacenzajazzfest.it, visitare la pagina Facebook del festival www.facebook.it/piacenzajazzfest o scaricare gratuitamente la app disponibile per iOS e Android. Per informazioni sui biglietti e gli abbonamenti si può scrivere direttamente alla mail a biglietti@piacenzajazzclub.it oppure telefonare allo 0523.579034 – 366.5373201.

Potrebbe interessarti: http://www.ilpiacenza.it/eventi/piacenza-jazz-fest-gonzalo-rubalcaba-conservatorio-nicolini-25-marzo-2017.html
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“Trance”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Photo by Joao Gonzalez

Nuovo progetto: “TRANCE”. Un duo straordinario, due maestri indiscussi del pianismo latin che hanno scritto alcune delle più belle pagine della storia del jazz contemporaneo insieme in Europa per presentare per la prima volta un progetto unico e imperdibile.

New Project: “TRANCE” An extraordinary duo, two undisputed masters of latin piano that have written some of the most beautiful pages in the history of contemporary jazz are together in Europe to present for the first time this unique and unmissable project.

Inviamo queste parole con profonda commozione, profondo dolore e lutto stretto ….Vi siamo vicini…che Dio ti bendica…Viva Italia

We have been watching the events in Italy with profound sadness. No words can even begin to describe this horrible loss of life except perhaps … Horror… Our condolences to all who have been affected by this tragedy.

Inviamo queste parole con profonda commozione, profondo dolore e lutto stretto ….Vi siamo vicini…che Dio ti bendica…

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