Archive for the ‘Volcan’ Category

El Manisero

Volcan Trio – Fano Jazz by the Sea 2016

Gonzalo Rubalcaba, un vulcanico latin jazz…di Raffaele Roselli

Gonzalo Rubalcaba,
un vulcanico latin jazz

Il pianista cubano parla del progetto che il 28 luglio propone nell’ambito dei «Concerti nel Parco» con Horacio «el Negro» Hernandez e Armando Gola. Giovanni Hidalgo non potrà suonare a causa di un intervento alla mano

di Raffaele Roselli

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Volcan: un’eruzione di suoni. Nato come quartetto di stelle del latin jazz. Talenti puri, nati nell’Avana rivoluzionaria, scoperti dai giganti della musica neroamericana, cresciuti militando in alcune delle migliori formazioni internazionali. Gonzalo Rubalcaba, anzitutto: formidabile esponente di un pianismo torrenziale ed elegante. Poi Horacio «el Negro» Hernandez e Giovanni Hidalgo, due percussionisti capaci di assemblare un’intera enciclopedia del ritmo. Più giovane, ma non meno dotato, Armando Gola: il suo contrabbasso ha offerto il suo contributo ad Arturo Sandoval e Alejandro Sanz per la conquista di due Grammy e accompagnato in tour Jennifer Lopez.

 Un’incandescente colata di lava sonora

Il 28 luglio, alla Casa del Jazz, per «I concerti nel parco», una nuova, incandescente colata di lava sonora, con il Volcan Trio: «Purtroppo Giovanni è in un momento delicato – spiega Rubalcaba – per problemi alla mano che hanno richiesto un intervento, sette mesi fa. E non può ancora suonare. Vedremo a fine anno cosa accadrà». L’amicizia è fraterna. La voce di Gonzalo, nel raccontare l’episodio, incrinata. Sdrammatizziamo osservando che «el Negro», da solo, vale due percussionisti: «Le persone che lo hanno visto suonare sanno di cosa è capace, per questo possiamo proseguire in trio», conferma Rubalcaba. Poi riusciamo a farlo sorridere di nuovo, chiedendogli cosa gli dicono le sue, di mani, alla fine dei concerti, visto l’intensità del suo stile pianistico… Sorride, ma la risposta è seria: «Le mani sono un’estensione di ciò che pensi, provi, vedi. Dobbiamo essere in buona forma fisica, non solo le mani, tutto il corpo, per avere l’energia necessaria per stare due ore sul palco suonando a quel livello senza perdere concentrazione, intensità. L’unico modo per arrivarci è nella disciplina: una vita sana. A volte a fine concerto abbiamo dei dolori, è normale, c’è un grande sforzo fisico. Ma la cosa importante è la testa, l’idea che hai di come fare musica».

 Gillespie e Haden: due apostoli dell’arte delle note

Due grandi del jazz come Dizzy Gillespie e Charlie Haden hanno avuto una grande influenza nella maturazione di Rubalcaba. Gonzalo li definisce «due apostoli dell’arte delle note», per il ruolo che ebbero nel promuovere nuova musica. E cita una intera generazione di solisti dell’America Latina che militarono, come lui, nelle band di Gillespie: Paquito D’Rivera, Arturo Sandoval, Danilo Pérez, Michel Camilo, Giovanni Hidalgo, Claudio Roditi. Ma la storia dei rapporti tra la musica latina con quella di matrice afroamericana è ancora più antica. Ne sa qualcosa la famiglia Rubalcaba. Citiamo a Gonzalo suo nonno, Jacobo Gonzales. E lui ne ripercorre le vicende: «Negli anni ‘20 aveva un alto grado nell’esercito, a Pinar del Rio, ma era anche professore di musica, una personalità molto rispettata in città. Credeva nella tradizione cubana, lavorò molto su uno stile specifico detto danzòn. Divenne direttore della banda militare e usò quell’ensemble per suonare le sue composizioni. C’è n’è una che eseguo in tutti i miei concerti, El Cadete Constitucional. Usò le armonie europee, le melodie americane e allo stesso tempo l’influenza della black music nel ritmo. Quindi sì, ciò che ora chiamiamo latin jazz, ha una profonda, lunga storia». Suonerà «El Cadete» anche a Roma? «Certo!».

Summer Tour – Volcan!

Volcano Review. Gracias!

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Eruption!

Jazz di Cuba a Sacile con il quartetto di Rubalcaba Stasera, allo “Zancanaro” di Sacile, il pianista si esibisce insieme a Gola, Hernandez e Hidalgo

Gianfranco Terzoli

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SACILE. Quattro leggende del latin jazz per la prima volta insieme sullo stesso palco. Quello del Teatro Zancanaro, dove stasera alle 21 per “Il Volo del Jazz” si esibirà un quartetto che promette un’eruzione di suoni latini. Non per niente si chiama Volcan il progetto dei cubani Gonzalo Rubalcaba, Armando Gola e Horacio “El Negro” Hernandez e del portoricano Giovanni Hidalgo, musicisti che singolarmente hanno suonato con gente come Santana, Paul Simon e Art Blakey e che messi insieme hanno pubblicato oltre 150 album.

Quattro personalità così possono coabitare perché – riferisce Rubalcaba – hanno capito la necessità e l’importanza della convivenza: ci guadagna la musica e quindi lo spirito. «La nostra – dice il pianista, quindici nomination e due vittorie ai Grammy – è una band formata da amici e compagni di una carriera lunga quasi 30 anni. Nell’84 ho chiamato Hernandez (batterista vincitore di cinque Grammy, uno per “Supernatural” di Santana) perché mi aiutasse a dar vita, insieme ad altri giovani talenti, all’idea di una band che aggiungesse qualcosa alla già ricca scena musicale cubana di allora. Io e Hidalgo (percussionista vincitore di due Grammy di cui uno con Arturo Sandoval e al fianco di Dizzy Gillespie e Art Blakey) ci siamo conosciuti al Festival di Varadero: avevamo solo 17 anni e da allora abbiamo collaborato a vari concerti e progetti discografici: tra questi mi sta particolarmente a cuore “Antiguo”. Gola (bassista chen vanta due Grammy e ha suonato pure con Jennifer Lopez) fa parte di una generazione giunta negli Stati Uniti a metà anni ’90 ed è stato nel mio secondo “Quartetto cubano”. Tre anni fa – prosegue – durante una registrazione a Miami con Stefan Glass, Hidalgo ci propose un progetto comune. Propose anche il nome, “Volcan”. Con esso cerchiamo di creare un repertorio che non serva solo per mostrare le nostre capacità individuali, ma tenti pure di riconoscere il lavoro di grandi artisti dell’emisfero americano».

Volcan esplora in veste inedita composizioni originali di Rubalcaba e rivisita classici di Dizzy Gillespie, Chuco Valdès e dei brasiliani João Bosco e Chico Buarque. «Il processo di evoluzione e crescita della musica brasiliana e cubana – rileva – è stato parallelo. Entrambe le culture hanno elementi simili (religiosi, ritmici, letterari) oltre a una reciproca ammirazione. Abbracciamo questa musica con profondo rispetto». «A Sacile – riprende – interpreteremo contenuti del primo cd, versioni di alcuni classici cubani e un pezzo risalente al mio primo periodo compositivo (1984) con il gruppo “Proyecto”. Il rapporto col nostro paese è ottimo. «Dall’89 ho avuto il privilegio di suonare in Italia praticamente in ogni tour europeo. Il pubblico italiano, oltre che estremamente sensibile e gentile, è molto vario».

 Rubalcaba ha suonato con Al Di Meola e Charlie Haden. «L’interesse per la musica, per sviluppare idee e mantenerle al più alto livello – spiega – rende possibile l’unione e l’apprendimento, l’amicizia, l’impegno emozionale e professionale»..

Gianfranco Terzoli

El pianista y compositor cubano Gonzalo Rubalcaba aspira a mostrar este sábado en Rusia algunas creaciones de jazzistas del continente americano que considera referentes culturales ineludibles.

Invitado de lujo del festival Koktebel Jazz Party, Rubalcaba tendrá a su cargo el cierre del espectáculo de esta noche y cumplirá el encargo junto a su banda Volcán, creada hace solo dos años.

Mi idea es no perder de vista la música realizada hoy en día pero también destacar la que han hecho algunos compositores del área que a nuestro juicio siguen siendo referencia cultural importante y continúa motivando a jóvenes, comentó en declaraciones a Prensa Latina.

El programa de Volcán incluye piezas de compositores de Cuba, Brasil y Estados Unidos, entre otros, así que en el concierto de esta noche -según adelantó el maestro- interpretará obras del brasileño Chico Buarque y el cubano Chucho Valdés, además de las propias.

Quisiéramos mostrar el lado más contemporáneo de piezas que existen desde hace tres o cuatro décadas y merecen seguirse difundiendo por el mundo, sostuvo.

Rubalcaba está considerado una de las principales figuras del jazz afrocubano y un virtuoso por excelencia, como prueba de ello en el festival ruso tocará simultáneamente en dos pianos aunque él lo ve como una necesidad para su actual banda de pequeño formato.

Cuando comencé con Volcán, retomé la habilidad de tocar al mismo tiempo un piano electrónico junto al tradicional porque añade una estética nueva desde el punto de vista sonoro gracias a lo que ofrece la tecnología, comentó.

Por otra parte, expande la sonoridad del cuarteto que al estar conformado por dos percusionistas, un bajista y yo, su único elemento melódico es el piano, detalló el director.

Al maestro le entusiasma una reciente propuesta de presentar a Volcán en el próximo Festival Internacional de Jazz de Cuba, conocido como el Jazz Plaza, y tratará de acomodar su agenda para participar.

El festival Koktebel Jazz Party cuenta esta noche con Rubalcaba y Volcán, el célebre saxofonista italiano Stefano di Battista, y la formación inglesa Red Square Band, muy elogiada por la crítica mundial, entre otros distinguidos artistas.

Festival de jazz en Rusia entró en erupción por Volcán latino – Por Martha Sánchez Martínez

Feodosia, Rusia, 30 ago (PL)

18732030193_5a4b90048d_oFestival de jazz en Rusia atrae a más de 15 mil turistas

El pianista y compositor cubano Gonzalo Rubalcaba y su grupo Volcán pusieron hoy a bailar al público del festival Koktebel Jazz Party con marcados acentos cubanos y latinos.

Hasta ese momento, el auditorio de más de 500 personas había permanecido tranquilo pero Volcán entró en erupción con elementos del son, la timba, la contradanza, el danzón y los ritmos africanos enraizados en América desde la colonización.

Nadie pudo aferrarse al asiento, los bailadores se dieron gusto y otros simplemente corrían hacia adelante a gritar bravo y pedir más.

Tras cinco horas de espectáculo a Volcán le tocaba cerrar esta jornada del festival Koktebel Jazz Party y lejos de querer terminar el público clamaba por seguir, el grupo tuvo que salir a tocar otra vez, volver a saludar, prolongar las improvisaciones y ya por último el baterista obsequió sus baquetas al auditorio.

Además de Rubalcaba, virtuoso premiado con dos Grammy Latino y director de Volcán, integran el conjunto los cubanos Horacio “El Negro” Hernández en la batería; Armando Gola en la guitarra y el percusionista puertorriqueño Giovanni Hidalgo.

Cada uno de ellos cosechó aplausos individuales por la agilidad y el ingenio de las improvisaciones, casi una hora de actuación del conjunto no le bastó a un conglomerado eufórico de amantes del jazz.

Una conclusión parece obvia ante tal reacción del público: el jazz latino definitivamente gusta en esta parte del mundo.

Múltiples gritos de bravo cerraron la segunda jornada de conciertos que comenzó en la tarde del sábado y concluyó en la primera hora de este domingo, otra vez bajo la luna llena, fuegos artificiales y rodeado de gente dispuesta a apreciar el evento como fuera, incluso desde pequeños barcos.

Cantantes como Artur Best, Georgi Melikashvili y Olga Oleinokova acompañados por la agrupación británica Red Square Band regalaron baladas famosas en los cinco continentes, entre ellas, la canción brasileña Mañana de Carnaval, compuesta en 1959 para la película Orfeo negro, de Marcel Camus.

Varias alusiones al swing y el blues deleitaron a los más románticos, pero la sorpresa de la velada fue el saxofonista italiano Stefano Di Battista, quien alardeó de su talento con un paseo por la playa de Koktebel mientras tocaba música.

Este carismático artista bajó del escenario a la platea y después de recorrerla llegó a la arena, saludó a personas, mostró su saxofón a niños, mujeres y hombres, algunos de los cuales besaron el instrumento.

Di Battista realizó un homenaje a una serie de mujeres que marcaron la historia y la literatura del siglo XX como Molly, el personaje femenino ficticio que protagoniza el Ulises de James Joyce.

También, interpretó un tema dedicado a la diseñadora de moda francesa Coco Chanel y otro a la cosmonauta rusa Valentina Tereshkova, primera mujer de la historia en viajar al espacio.

Las composiciones forman parte de su disco Tierra de mujeres (2011) que tantos éxitos ha conquistado en festivales de todo el planeta, el Koktebel ya se cuenta entre ellos. rc/msm

Jazz Festival in Russia Went Into Eruption by Latin Volcano

By Martha Sánchez Martínez
Feodosia, Russia, Aug 30 (Prensa Latina)

Cuban pianist and composer Gonzalo Rubalcaba and his group Volcán made the audience dance at the Festival KIoktebel Jazz Party with marked Cuban and Latin accent.

Until that moment, the audience of over 500 persons had been calm, but Volcan entered into eruption with elements of son, timba, counterdance, danzon and African rhythms rooted in America since it was colonized.

Nobody could remain seated, dancers enjoyed the music and others simply ran forward to Yell bravo and ask for more.

After a five-hour show, Volcan was in charge of closing tyhis date of the festival Koktebel Jazz Party and far from wanting it to end, the audience claimed for more, the group had to come out and play once more, greet again, continue the improvisations and at last, the drummer gave the audience his drumsticks.

Besides Rubalcaba, virtuous awarded two Grammy Latinos and director of Volcan, Cubans Horacio
“El Negro” Hernández on the drums; Armando Gola on Bass and Puerto Rican percussionist Giovanni Hidalgo.

Each one harvested individual applauses for the agility and creativeness of their improvisations, almost one hour of group performance was not enough for an euphoric conglomerate of jazz lovers.

A conclusion becomes obvious before such a reaction from the audience: the latino jazz definitely is loved in this part of the world.

Multiple bravo shouts closed the second date of concerts that started Saturday afternoon and closed in the first hour of Sunday, once again under a full moon, fireworks and surrounded by people ready to appreciate this event at all cost, even from small boats.

Singers like Artur Best, Georgi Melikashvili and Olga Oleinokova, accompanied by British group Red Square Band gave away famous ballads, among them, Brazilian song Morning of Carnival, composed in 1959 for the movie Black Orpheus of Marcel Camus.

Several incursions in swing and blues was well received by the most romantic, but the surprise of the night was Italian saxophonist Stefano Di Battista, who bragged of his talent with a walk by the beach of Koktebel while playing his music.

This charismatic artist descended from stage to the first line of seats and after that he arrived to the sand, saluted the audience, showed his saxophone to children, women and men, some of whom kissed the instrument.

Di Battista paid tribute to a series of women that made history and literature in the 20th Century, like Molly, the feminine character that plays the leading role in â “Ulyssesâ” of James Joyce.

He also interpreted a theme dedicated to French woman designer Coco Chanel and another to Russian cosmonaut Valentina Tereshkova, first woman to travel to outer space.

The compositions are part of his album Land of Women (2011) that so many successes has conquered in festivals all over the planet, that of Koktebel is already among them.

ef/rc/msm

Volcano Live Madrid TV

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