Al via martedì, alle 20.45, nella Fazioli Concert hall di Sacile, la quinta edizione della rassegna creata a curata dal circolo culturale Controtempo

di Gabriele Giuga

Gonzalo Rubalcaba inaugura la quinta edizione di Piano jazz

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Al via martedì 19 aprile, alle 20.45 nella Fazioli Concert hall di Sacile, la quinta edizione di Piano Jazz, rassegna creata a curata dal circolo culturale Controtempo e, come chiarisce il nome, interamente dedicata al jazz per pianoforte solo. Ospite d’apertura della rassegna è il pianista di origine cubana Gonzalo Rubalcaba. Già ospite del Volo del Jazz con il suo dinamico gruppo Volcan, Rubalcaba torna a Sacile, ma in versione da solista.

Nato nel 1963 a L’Havana, Gonzalo assorbe le radici popolari della sua terra, le coniuga con le giovanili improvvisazioni e con la solida formazione classica, per rivelare presto un folgorante e inconfondibile talento creativo.

A metà degli anni ’80 incontra la Blue Note e il grande Charlie Haden, al fianco del quale inizia una carriera internazionale: oltre quaranta le incisioni (tra le tante: Discovery. Live in Montraux, Suite 4y20, Rapsodia e i Latin Grammy Nocturne e Land of the Sun), decine i premi e migliaia gli osannati concerti in tutto il mondo in solo, vari jazz ensemble e imponenti orchestre.

«La buona tecnica rende liberi» è uno degli assiomi di questo maestro e compositore, che fa della sua arte la complessa restituzione di un talento a tutto tondo: «Qualsiasi ambiente, qualsiasi strumento, acustica o pubblico incontri – spiega – il bello è riuscire a portare la musica dove voglio io». E i suoi concerti rimangono tra le più appassionate e stupefacenti sorprese che ci si possa attendere da un «piano solo».

Il festival prosegue il 2 maggio con Gerald Clayton. Olandese di nascita, americano di formazione, Clayton è una figura leader per le giovani generazioni, tanto da influenzare il nuovo lessico jazz d’oltreoceano e le sue tematiche più alternative.

Mercoledì 11 maggio arriva a Sacile Stefano Battaglia, una delle punte di diamante italiane della tastiera. La sua acuta ricerca musicale si orienta da oltre vent’anni tra musica antica, novecentesca e improvvisazione, ha al suo attivo decine di progetti che intersecano letteratura, poesia, storia e infiniti territori culturali e migliaia di performance e collaborazioni in tutto il mondo, con eterogenee e innovative scelte estetiche.

Chiusura infine con le atmosfere popolari israeliane contaminate dall’eleganza del jazz francese di Yaron Herman, venerdì 20 maggio. Classe 1981, nato e cresciuto a Tel Aviv ma poi passato da Boston e approdato a Parigi, Yaron Herman è già pluripremiato, ha suonato in tutto il mondo.